Un nuovo modello di accoglienza. Una rivoluzione culturale per garantire benessere e vita piena a persone con disabilità
La Fondazione Santa Rita da Cascia vuole dar vita a una struttura ricettiva non profit fronte mare, a Porto Recanati, nelle Marche: campagna di raccolta fondi su festadisantarita.org
Un luogo in cui la vacanza diventa diritto per persone con disabilità, una rivoluzione per promuovere libertà, partecipazione e dignità. È questa la visione da cui nasce l’Oasi Santa Rita, il progetto del Monastero Santa Rita da Cascia, promosso e sostenuto dalla Fondazione Santa Rita da Cascia Ente Filantropico Ets – creata dalle monache nel 2012 – che punta a trasformare un immobile fronte mare a Porto Recanati, nelle Marche, in una struttura ricettiva non-profit dedicata a persone con disabilità e a chi si prende cura di loro.
Non solo una riqualificazione edilizia, ma una sfida culturale, sociale e umana in tema di disabilità, per generare un cambio di paradigma fondamentale, dall’assistenzialismo alla piena partecipazione, dall’accessibilità al design universale: creare un modello innovativo di accoglienza attraverso uno spazio garanzia di autonomia e vita piena, dove la dignità della persona è al centro e il tempo libero, la bellezza, il benessere, le relazioni, che sempre più spesso mancano a chi vive la disabilità, non siano più privilegio ma parte integrante dell’esistenza.
Con l’obiettivo di avviare le prime fasi del progetto, il cui fabbisogno finanziario per la ristrutturazione dell’edificio ha un valore stimato di 2 milioni 400 mila euro, e di sostenere tutti i progetti attivi in Italia e nel mondo per i più fragili, è attiva la campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione, lanciata dalla Fondazione per la Festa di Santa Rita, del 22 maggio prossimo.
“Il cuore di Santa Rita batte insieme al tuo” è lo slogan che invita a sposare la missione, nel nome della santa, simbolo universale di speranza, accoglienza e umanità.
Chi contribuirà, con una donazione minima di 16 euro, riceverà il bracciale della Festa di Santa Rita, segno del proprio impegno. Per sostenere la raccolta fondi festadisantarita.org
Un nuovo modello di accoglienza e umanità
Oasi Santa Rita sorgerà a Porto Recanati (Macerata), attraverso la riqualificazione di un immobile fronte mare, di proprietà del Monastero agostiniano di Cascia, attualmente inutilizzato.
La struttura, di circa 1200 metri quadrati, sarà progettata secondo il design universale per rispondere a ogni bisogno, prima di tutto quello di un’inclusione e partecipazione vera, con 8 appartamenti, una sala polivalente e una spiaggia attrezzata.
Pensata per accogliere persone con diverse tipologie di disabilità, insieme a familiari e caregiver, e fasce fragili della società, grazie anche alla presenza di personale qualificato, la struttura offrirà un ambiente sicuro, inclusivo e orientato al benessere globale della persona. Elemento centrale, insieme alla spiaggia che garantirà pieno godimento del mare e della sua bellezza, sarà la sala polivalente, spazio di relazione, cultura e svago.
Il progetto si inserisce in un percorso pluriennale che prevede la progettazione nel 2026, l’avvio dei lavori nel 2027, il completamento nel 2028 e l’apertura nel 2029. L’Oasi Santa Rita potrà ospitare oltre 500 persone all’anno, offrendo non solo accoglienza, ma un’esperienza di autonomia, dignità e qualità della vita.
“Noi monache abbiamo pensato a un nome che abbracciasse i valori che Santa Rita ha vissuto e ciò che oggi rappresenta: ristoro, spiritualità, respiro, pace. Questo desideriamo offrire all’Oasi Santa Rita: uno spazio dove ogni persona possa sentirsi accolta, custodita e libera, nel corpo e nell’animo. Un luogo pensato e costruito per essere all’altezza delle persone che lo faranno rivivere” – afferma Madre Maria Grazia Cossu, Presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia e Badessa del Monastero ritiano di Cascia.
Rivoluzione culturale sul diritto alla vacanza
Il progetto nasce in un contesto sociale in cui la disabilità è ancora fortemente legata a condizioni di esclusione. In Italia, i dati più recenti evidenziano un quadro di crescente fragilità, che parla di povertà, difficoltà lavorative e inclusive e carenza di servizi adeguati. Situazioni che si amplificano quando si parla di dimensioni oltre aspetti medici – tempo libero, relazioni, spazio per respirare e ricaricarsi – non sufficientemente percepite come essenziali per chi vive direttamente o indirettamente la disabilità.
Le disuguaglianze si riflettono anche nell’accesso ai servizi turistici: le strutture realmente accessibili sono solo il 9% in Europa, come sottolineato al World Summit on Accessible Tourism, a Torino lo scorso ottobre. E, in Italia meno dell’1% dei comuni (65 su quasi 8000) è Bandiera Lilla, riconoscimento di località accessibili. Un’offerta ancora limitata, dunque, e spesso economicamente non sostenibile.
In generale, la disabilità fatica ad essere riconosciuta come dimensione da valorizzare, con conseguenze pesanti sulla qualità della vita. A 20 anni dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che ha sancito il passaggio da un approccio assistenziale a uno fondato su diritti e inclusione, resta centrale la necessità di tradurre tali principi in esperienze concrete.
In questo scenario, l’Oasi Santa Rita si propone come risposta viva e innovativa, capace di coniugare accessibilità architettonica ed economica, promuovendo un’idea di vacanza a 360°. Non solo turismo accessibile, ma un diritto universale per la vita.
“Vogliamo contribuire a generare benessere accessibile a tutti. – Sottolinea Monica Guarriello, Direttrice Generale della Fondazione Santa Rita da Cascia – “Lo stare bene è un bisogno fondamentale, fatto di ristoro fisico e mentale, bellezza, respiro e socialità. Ciò che ci permette di affrontare il quotidiano con forza e serenità. Spesso si dimentica che anche le persone con disabilità, e chi si prende cura di loro, condividono questi stessi bisogni, le stesse emozioni, la stessa urgenza di vivere esperienze che nutrono la vita e ci rendono umani. Si tratta di andare oltre l’accessibilità fisica, oltre all’assistenza medica, che devono essere garantite, ma senza tralasciare anche quel diritto a una vita piena, che passa anche per la vacanza, non limitata o vissuta in un ambiente simile a una camera di ospedale. Oasi Santa Rita nasce come luogo di vita, relazione e libertà, dove la bellezza è parte integrante dell’accoglienza. Perché stare bene è ciò che ognuno cerca e dev’essere davvero alla portata di tutti”.
16 e 17 maggio le Rose di Santa Rita in tutta Italia
A sostenere l’ambiziosa missione della Fondazione, ci pensa anche l’evento nazionale di raccolta fondi e sensibilizzazione delle Rose di Santa Rita, che compie 10 anni di impegno a sostegno dei più fragili. Sono oltre 400 i punti di distribuzione, presenti in tutte le regioni e nelle principali città italiane – tra cui Milano, Torino, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo e Cagliari – che vedranno le speciali piantine di rose fiorire sabato 16 e domenica 17 maggio. A dare forza all’evento sono i volontari della Fondazione Santa Rita, che mettono a disposizione tempo ed energie con autentico spirito solidale. Per la mappa coi punti di distribuzione o per ordinare online le piantine si può visitare il sito rosedisantarita.org
L’impegno verso le fragilità sociali in Italia e nel mondo
La Fondazione Santa Rita da Cascia nasce nel 2012 per volere delle monache agostiniane custodi dei valori e del messaggio della santa degli impossibili, per rendere la loro storica propensione alla carità più strutturata ed efficace.
In quattordici anni di attività, la Fondazione ha sviluppato e sostenuto tanti progetti in Italia e nel mondo a favore delle persone più fragili, con particolare attenzione ad infanzia, salute e inclusione sociale.
Ha chiuso il 2025 contando 27 progetti attivi e 1 milione e 500 mila euro erogati. In Europa e in Italia, sostiene progetti specialistici ad alta intensità di risorse per bisogni complessi (disabilità e infanzia). In Africa, Asia e America Latina è attiva verso interventi significativi principalmente in materia di nutrizione/sicurezza alimentare, formazione, salute, istruzione.
Ovunque, il suo impegno si fonda sull’idea che la speranza sia una responsabilità condivisa, un percorso da costruire attraverso gesti concreti.
In questa prospettiva si inserisce anche l’Oasi Santa Rita, che rappresenta un’evoluzione della missione della Fondazione: un progetto ambizioso che trasforma i valori di accoglienza e cura in uno spazio concreto di vita, relazione e inclusione.