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Quando la cura è lontana, la solidarietà accorcia le distanze

Dalla Nigeria all'Uganda, fino al Burkina Faso: grazie al sostegno di tanti, la Fondazione continua a portare cure, assistenza e speranza alle persone più fragili.

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C’è un momento in cui la salute non è più un concetto e diventa vita. Quando una madre riesce a partorire in sicurezza. Quando un bambino può essere operato. Quando un malato arriva in ospedale prima che sia troppo tardi.

In tanti Paesi, però, ci sono ancora persone per cui una cura dipende dalla presenza di un ospedale vicino, dalla possibilità di raggiungerlo o dal fatto che non siano sole.

Proprio quando la cura è più lontana la solidarietà può accorciare le distanze. Questo è uno degli obiettivi della nostra Fondazione che, dal 2012, grazie a te e alla generosità di tanti, sostiene decine di progetti in Italia e nel mondo per i più fragili.

Nigeria: un ospedale rinato dalle macerie

Il nostro impegno comune per garantire il diritto alla salute e alla vita trova una delle sue espressioni più significative a Namu, in Nigeria. Dopo il devastante incendio che nel 2019 aveva distrutto il Virgilius Memorial Hospital, la Fondazione ha scelto di affiancare le locali Suore di Nostra Signora di Fatima nel percorso di ricostruzione. Un progetto durato due anni, concluso con la fine lavori nel novembre 2025, con un contributo di 123.510,60 euro.

Oggi l’ospedale è attivo ed è tornato a essere un luogo di cura e vita.

Per oltre 20mila persone significa poter ricevere assistenza senza affrontare lunghi e difficili spostamenti; per tante mamme affrontare gravidanza e parto in maggiore sicurezza; per tanti bambini avere a disposizione cure specialistiche e personale sanitario pronto ad accoglierli.

Dove prima c’erano macerie, oggi c’è una porta aperta sulla speranza. E l’abbiamo aperta insieme!

Lo stesso spirito anima anche altri progetti sempre in Africa.

Uganda: un’ambulanza che salva vite

In Uganda, una nuova ambulanza, finanziata dalla Fondazione, rende possibile raggiungere l’ospedale Padre Pio Butozi nelle emergenze, trasformando minuti preziosi in occasioni di vita, per 340mila persone che vivono nei distretti di Kyotera e Masaka.

Il veicolo, un robusto 4×4 in grado di affrontare le strade sterrate della zona, si prevede trasporterà in media 1.800 pazienti l’anno.

Burkina Faso: un futuro che ricomincia dalla cura

E, arriviamo in Burkina Faso, dove 140 bambini colpiti da gravi ustioni o malformazioni congenite possono ricevere operazioni e screening specialistici gratuiti.

Il progetto vuole contribuire ad aprire una nuova sala chirurgica nell’ospedale CMAMK di Sabou, per garantire cure efficaci e rafforzare le competenze del personale, migliorando la qualità dell’assistenza e la capacità della struttura di rispondere ai bisogni della popolazione.

Per questi bambini la cura non significa soltanto guarire, ma poter tornare a giocare, frequentare la scuola e immaginare il proprio futuro con maggiore serenità.

Insieme per il diritto alla salute

Ospedali ricostruiti, ambulanze che raggiungono chi è in difficoltà, bambini che ricevono cure specialistiche. Sono opere diverse, ma unite da una stessa convinzione: la salute è un diritto che appartiene a tutti e prendersene cura significa custodire la dignità della vita.

Dietro questi progetti, e tutti quelli sostenuti dalla Fondazione, ci sei tu e tante persone che con una donazione rendono tutto ciò possibile, scelgliendo di essere accanto a chi vive situazioni di fragilità.

Perché la speranza non è qualcosa di astratto: ha forma in un ospedale che cura, in un’ambulanza che arriva in tempo, nel sorriso di un bambino che torna a vivere.

Grazie!!