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“Vivo al mare, ma non lo vedo mai”.
Rita pronuncia queste parole con serenità, senza amarezza. Eppure racchiudono una realtà che molte persone con disabilità conoscono bene: la distanza tra ciò che si desidera e ciò che si riesce concretamente a vivere.
Rita ha 69 anni e vive a San Benedetto del Tronto, provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. È nata con una tetraparesi spastica, ma grazie alle cure ricevute e alla sua straordinaria determinazione ha conquistato, passo dopo passo, la propria autonomia. Ha imparato a camminare, ha studiato, ha preso la patente, si è sposata e ha lavorato per venticinque anni come terapista, mettendo le proprie competenze al servizio degli altri.
Quindici anni fa, però, una mielite cervicale ha cambiato radicalmente la sua vita. La malattia le ha causato una paralisi che oggi richiede assistenza continua. Negli ultimi anni ha dovuto affrontare anche la malattia del marito e la sofferta decisione di vivere separata da lui.
Nonostante tutto, Rita continua a guardare alla vita con gratitudine e desiderio di condivisione.
“Sentirmi viva significa aiutare gli altri”, racconta.
Per anni lo ha fatto attraverso il suo lavoro. Oggi ciò che le manca va oltre l’autonomia fisica, ma la possibilità di trascorrere del tempo in compagnia, coltivare relazioni, vivere esperienze che facciano sentire ancora pienamente parte della comunità.
La sua storia rappresenta quella di tante persone che convivono con una disabilità e che spesso si trovano a fare i conti non solo con bisogni assistenziali, ma anche con la solitudine, l’isolamento e la difficoltà di accedere a momenti di svago e serenità.
Un progetto che mette al centro la persona
È pensando a persone come Rita che nasce l’Oasi Santa Rita, il progetto promosso dal Monastero Santa Rita da Cascia e sostenuto dalla Fondazione Santa Rita da Cascia.
A Porto Recanati sorgerà una struttura ricettiva non profit sul mare, progettata per accogliere persone con disabilità, caregiver e famiglie in un ambiente completamente accessibile e inclusivo.





L’obiettivo va oltre l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’Oasi Santa Rita vuole essere uno spazio dove la cura si unisce alla relazione, dove il tempo libero diventa occasione di incontro e dove ogni persona possa sentirsi accolta, valorizzata e libera di vivere esperienze significative.
Per molte persone con disabilità, infatti, il bisogno più profondo non riguarda soltanto l’assistenza, ma la possibilità di condividere momenti di normalità, bellezza e leggerezza.
Un mare che parla di libertà
Per Rita, poter trascorrere del tempo in un luogo come l’Oasi Santa Rita significherebbe molto.
“Per me sarebbe il massimo”, dice sorridendo.
Le sue parole raccontano il senso autentico di questo progetto: offrire opportunità concrete di benessere, incontro e inclusione. Creare un luogo in cui il mare non sia soltanto un panorama da osservare da lontano, ma un’esperienza da vivere davvero.
Grazie al sostegno di tanti benefattori, questo sogno può diventare realtà. Perché ogni contributo aiuta a costruire non solo una struttura, ma una comunità più accogliente e attenta alle fragilità.
Come ci insegna Santa Rita, la speranza si rende concreta quando si trasforma in gesti capaci di cambiare la vita delle persone.