Per Giuseppe, 47 anni di Como, il volontariato non è una scelta, ma un modo naturale di stare nel mondo. Da 20 anni, il desiderio di aiutare gli altri accompagna la sua vita.
Oggi, attraverso il suo impegno come volontario occasionale per gli eventi di raccolta fondi della Fondazione Santa Rita, Giuseppe continua a trasformare il desiderio di aiutare gli altri in una scelta quotidiana.
Il volontariato non è una scelta, è la normalità
Giuseppe lo dice con la semplicità di chi non considera il dono qualcosa di straordinario. Originario di Como, 47 anni, è un volontario storico della Fondazione e da molti anni dedica tempo, energie e attenzione ai progetti rivolti alle persone più fragili.
La sua propensione all’aiuto comincia in famiglia. «Sono nato in una famiglia benestante, che girava l’Italia per lavoro, trovando sempre il modo di aiutare chi ne aveva bisogno – racconta –. Mi ha educato alle relazioni e al volontariato».
Da allora, per Giuseppe, aiutare gli altri è diventato parte della quotidianità. «Per me aiutare l’altro è come respirare la mattina. È il modo per restituire la fortuna che ho avuto nell’infanzia e per imparare ogni giorno qualcosa dalla vita».
L’incontro con Santa Rita
Il legame con Santa Rita nasce in un momento molto doloroso della sua vita, dopo la nascita della seconda figlia, che aveva gravi problemi di salute.
«Sono andato a chiedere una Grazia per mia figlia – racconta – e lei è morta un mese dopo».
Un dolore che Giuseppe ha imparato a portare con sé e che ha cambiato profondamente il suo rapporto con Santa Rita.
«Quella era la sua Grazia: non avrebbe potuto vivere in modo normale. Da allora Santa Rita è diventata un punto di riferimento costante, in ogni mia difficoltà. Per me è come una mamma».
È un legame fatto di fede, ma anche di una presenza che Giuseppe sente ancora oggi nella propria vita. «Dico sempre a tutti: hai un problema? Prega Santa Rita».
Fare rete, insieme
È anche da questo legame che nasce il suo impegno con la Fondazione. Un desiderio di fare rete, seguendo l’esempio di Santa Rita, il cui messaggio di amore e solidarietà continua a raggiungere persone in tutto il mondo.
Nel tempo Giuseppe ha partecipato alle campagne di raccolta fondi e sostenuto diversi progetti della Fondazione.
«Ho fatto l’imprenditore per vent’anni, ma non ho mai lasciato la raccolta fondi per il sociale. Oggi, in Fondazione, siamo una grande famiglia e ognuno dà il suo contributo, con un grande impegno, ottenendo grandi risultati».
È proprio questa dimensione comunitaria ad avere per lui un valore speciale: non sentirsi solo nel fare, ma parte di una rete in cui ogni persona può mettere a disposizione ciò che ha.
Un dono quotidiano
La storia di Giuseppe racconta uno dei tanti modi in cui il volontariato può entrare nella vita di una persona e diventarne parte integrante.
Non un’attività da fare ogni tanto. Non qualcosa da aggiungere agli impegni quotidiani.
Ma un modo di guardare agli altri.
«Aiutare l’altro è come respirare». È da questo respiro quotidiano che nasce la grande famiglia degli oltre 400 volontari della nostra Fondazione che, ogni anno a maggio, rende possibile con impegno ed entusiasmo, in tutta Italia, l’evento di piazza storico delle Rose di Santa Rita.
Nei prossimi mesi, prenderà vita una nuova iniziativa solidale che accompagnerà il periodo natalizio. Un’occasione in più per portare speranza e vicinanza a chi ne ha più bisogno e per vivere da protagonisti lo spirito del dono.
Se anche tu desideri dedicare un po’ del tuo tempo agli altri, questo è il momento giusto per fare il primo passo. Presto sveleremo tutti i dettagli del nuovo evento natalizio, ma puoi già da ora entrare nella famiglia dei volontari!
Perché ogni grande gesto di solidarietà inizia sempre da una persona che decide di esserci.