Ogni settembre milioni di studenti tornano tra i banchi. Per altri, poter studiare è ancora un diritto negato o un traguardo conquistato con grande fatica. È anche per loro che la Fondazione Santa Rita da Cascia sostiene progetti educativi in diversi Paesi del mondo. Perché crediamo che l’istruzione sia un diritto essenziale e, allo stesso tempo, una possibilità concreta di cambiare il corso della propria vita.
Oltre 4000 giovani, principalmente in Asia e Africa, sono i beneficiari diretti dei nostri progetti dedicati alla formazione. Scopri qui i progetti.
Quando una persona può studiare, imparare e valorizzare il proprio talento, non cresce soltanto lei. Cresce una famiglia, cresce una comunità, cresce la speranza di un futuro più giusto per tutti. La formazione è infatti uno degli strumenti più potenti per contrastare le disuguaglianze. Perché non significa soltanto acquisire conoscenze: significa avere maggiori possibilità di scegliere, partecipare, lavorare e diventare autonomi.
In Italia, segnali incoraggianti ma sfide ancora aperte
Per milioni di studenti italiani questi giorni sono caratterizzati dal rientro tra i banchi. Significa ritrovare compagni e insegnanti, aprire nuovi libri e affrontare un altro anno di crescita. È un appuntamento che si ripete ogni anno e che rischiamo di considerare scontato.
Nel nostro Paese alcuni indicatori mostrano progressi importanti circa il diritto allo studio.
Secondo i dati INVALSI, la dispersione scolastica esplicita è in diminuzione: nel 2025 la stima relativa ai giovani tra i 18 e i 20 anni si colloca intorno all’8,3%, un dato che rende concreto il raggiungimento dell’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. È un risultato importante, perché restare più a lungo nei percorsi di istruzione significa avere maggiori possibilità di inclusione sociale e di accesso al mondo del lavoro.
Ma frequentare la scuola non significa necessariamente partire tutti dallo stesso punto. Le condizioni economiche e sociali della famiglia, il territorio in cui si cresce e le opportunità educative disponibili possono ancora incidere profondamente sul percorso di un bambino o di un ragazzo. La sfida, quindi, non è soltanto fare in modo che tutti possano entrare a scuola, ma fare in modo che tutti possano trovare nella formazione un’opportunità reale di crescita.
Nel mondo, andare a scuola non è ancora una certezza
Se in Italia il tema è rendere sempre più equo e inclusivo un sistema educativo che esiste, in molte parti del mondo la sfida è ancora più essenziale: garantire l’accesso stesso all’istruzione.
Secondo il Global Education Monitoring Report 2026 dell’UNESCO, sono 273 milioni i bambini e i giovani che oggi sono fuori dalla scuola. Il dato riguarda persone che, per condizioni economiche, geografiche, sociali o a causa di crisi e conflitti, non possono accedere a un percorso educativo. Numeri enormi, dietro ai quali però ci sono storie individuali: un bambino che non può frequentare una scuola, una ragazza che non ha la possibilità di continuare gli studi, un giovane che non riesce ad acquisire le competenze necessarie per costruire la propria autonomia.
La formazione è ovunque una possibilità.
L’esempio del nostro progetto in Togo, dove la scuola è punto di partenza
È proprio qui che la formazione mostra il suo valore più profondo. Educare significa offrire una possibilità. Il cuore dei progetti educativi della Fondazione Santa Rita da Cascia è offrire a tutti la possibilità di apprendere, crescere ed evolversi.
Un esempio concreto arriva dal distretto di Kara, in Togo, dove la Fondazione sostiene il progetto “Insieme per il benessere di bambini e famiglie”, realizzato dalle Suore Orsoline di San Paolo all’interno dell’Istituto Scolastico Cattolico di Providence.
Qui la povertà e la carenza di servizi rendono ancora più difficile per le famiglie costruire un futuro stabile. Per questo il progetto parte dalla scuola, ma guarda oltre la scuola.

Sono 600 i bambini tra i 6 e gli 11 anni coinvolti: per loro il progetto prevede un’istruzione di qualità, insegnanti, una biblioteca con libri di testo, uno spazio sicuro per giocare e un pasto quotidiano nella mensa scolastica.
Ma sostenere l’educazione significa anche guardare alle condizioni che permettono a un bambino di studiare e crescere.
Per questo il progetto prevede anche un percorso di microcredito rivolto a 24 donne, con l’obiettivo di sostenere piccole attività di sussistenza e aumentare le opportunità economiche delle famiglie.
È un esempio concreto di come l’educazione possa diventare una leva di cambiamento più ampia: un bambino che può studiare, una famiglia che può contare su maggiori risorse, una comunità che acquisisce nuove possibilità.
Dalla persona alla comunità
Investire nella formazione significa quindi guardare oltre il singolo percorso.
Quando una persona ha la possibilità di studiare e sviluppare le proprie capacità, cambia il suo futuro, ma può cambiare anche quello della propria famiglia e della comunità in cui vive. È per questo che i progetti educativi sostenuti dalla Fondazione, in Italia e soprattutto in diversi Paesi del mondo, rappresentano un investimento sulle persone e sulle comunità. Una scuola, un percorso professionale, un’opportunità di apprendimento non sono soltanto servizi: sono strumenti per costruire autonomia, partecipazione e fiducia nel futuro.
Ogni settembre ci ricorda quanto vale un’opportunità
In questi giorni, mentre le scuole italiane riaprono le loro porte, possiamo guardare al ritorno sui banchi con occhi diversi. Perché quello che per molti bambini è un appuntamento consueto, per altri rappresenta ancora un traguardo da raggiungere. E ricordarci di questa differenza significa riconoscere il valore della formazione come strumento di uguaglianza. La formazione non cambia il mondo in un giorno. Cambia la vita di una persona alla volta.
Ed è così, passo dopo passo, che può cambiare anche il futuro di intere comunità.